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L'Estate AC L'Estate AC

Condivido un contributo di Maria Grazia Vergari (vice-presidente nazionale per il settore adulti) pubblicato sul numero 7 della rivista Segno che arriva nelle case degli aderenti giovani e adulti della nostra associazione. È una analisi perfetta, a mio parere, della ricchezza del periodo estivo per la nostra associazione e mi pare una giusta introduzione al racconto dell’estate dell’AC della nostra diocesi. Aggiungo solo un ringraziamento a tutti gli educatori, i ragazzi, i giovani, i sacerdoti e i cuochi che hanno partecipato e reso possibili, ognuno con i propri talenti, i numerosi campi estivi proposti sia a livello diocesano che a livello parrocchiale; un grazie particolare anche al Vescovo Gerardo che ha macinato chilometri e chilometri per assicurare a tutti la sua vicinanza. Ora non rimane che ripartire per un nuovo anno associativo sullo sfondo del brano evangelico della visitazione di Maria a sua cugina Elisabetta; l’augurio per tutti è quello di riconoscere la gioia e la serenità che deriva dall’incontro con Dio e di avere la forza di diventarne testimoni in ogni incontroche facciamo nella nostra vita.

Luca Gramaccioni

 

Spesso associamo l’estate al momento in cui “staccare la spina”, trovare il meritato riposo dopo la routine e le corse delle attività invernali. Per l’AC è il tempo in cui “attaccare la spina” e rigenerarsi. Rigenerare la vita.L’estate associativa diventa lo spazio in cui, attraverso le tante proposte, recuperare il valore del tempo, non più “consumato”, ma vissuto a pieno. Un tempo che diventa anche “tempo dello spirito”, nel quale si ritrova la radice della propria umanità ed energia nuova per la propria fede. Occasione per riscoprire, dentro le nostre frenesie comunicative, il riposo, la contemplazione e il valore del silenzio. Esso è molto di più del vuoto di decibel! Silenzio non per eliminare i suoni, ma per recuperarli, per liberarci dalla comunicazione futile e ossessiva, dalle troppe parole vuote, indebolite, inadeguate. Silenzio per affinare lo sguardo sulla vita, per restituirci a noi stessi, perritrovarci. L’estate è anche il tempo per farci rigenerare lo sguardo dalla bellezza e riscoprire il bello nelle sue innumerevoli forme: nella natura, nel dettaglio di un fiore, nella luce di un tramonto, nel buio di un cielo stellato, nello sguardo di una persona, in un’opera d’arte contemplata senza l’ansia di un selfie, nell’armonia della musica che riempie di emozioni, nella profondità di una poesia o di un preghiera. Rigenerare le relazioni.L’estate diventa lo spazio delle relazioni interpersonali: è l’occasione di momenti di incontro autentico, nella partecipazione e nella riflessione comune. Dalla semplice passeggiata al confronto nei gruppi, ai momenti di compagnia e di festa a quelli di silenzio e condivisione si cresce nel desiderio di conoscere l’altro, ascoltandolo e accogliendolo senza pregiudizi, imparando a comunicare e a ritrovare il gusto e la responsabilità verso gli altri che si traducono in impegno, in progetto, nell’apertura del proprio orizzonte. Anche la vita del gruppo si rinnova e si arricchisce distorie, di luoghi, di aneddoti, di fatiche condivise che rafforzano i legami passati e ne creano di nuovi. Sono momenti in cui ritornare a raccontarsi, raccontare la vita, le scelte, le gioie, le fatiche facendo esperienza di un cammino di fraternità, riscoprendo la forza di quella parola, spesso abusata, che è “insieme”. Insieme come associazione e insieme anche con età diverse: sono occasioni in cui rafforzare i legami intergenerazionali, favorendo l’incontro, fuori dalle routine e dagli schemi associativi, tra età diverse. L’esperienza insegna che sono sempre momenti ricchi e “memorabili”! Rigenerare la vita associativa.Con l’estate si rigenera anche la vita associativa. È il tempo in cui lasciarsi sorprendere! L’anno associativo si conclude di solito con verifiche e bilanci che spesso ci vedono concentrati sui numeri e sulle fatiche. Con l’estate, se sappiamo lasciare spazio alle sorprese di Dio, le energie si rinnovano proprio quando pensavamo di non averne più. Nuove disponibilità, nuove idee, nuovi progetti. C’è tanta ricchezza nelle iniziative che tutte le diocesi propongono: queste diventano
occasioni per abitare i territori, farsi interpellare e offrire momenti di formazione e studio sia perchi ha incarichi di responsabilità che per i soci, sono spazio per ascoltare esperienze diverse dalla nostra che ci provocano e ci invitano alla “conversione”, per vivere un servizio ai più poveri o aprirsi alla dimensione internazionale. Il tempo d’estate è anche l’occasione per progettare il prossimo anno, non a partire dai calendari da riempire di attività, ma recuperando l’essenziale: la passione per l’associazione, l’ascolto del territorio, dei destinatari delle nostre proposte; tutto dentro un’autentica esperienza di fraternità tra chi condivide una responsabilità. I mesi estivi sono lo spazio in cui pensare anche all’esperienza associativa con creatività e slancio, accogliendo l’invito di papa Francesco a rinnovare in chiave missionaria tutte le scelte e tutte le iniziative. È,dunque, il tempo dell’accoglienza e dell’ospitalità. Tempo in cui fare promozione associativa, aprendo i nostri percorsi alle tantissime persone che si avvicinano cercando occasioni per interrogarsi o aprirsi alla ricerca di senso della vita, o per un percorso di fede o semplicemente perché vi trovano delle belle persone e delle belle relazioni. 

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Pubblicata venerdì 20 novembre 2015

Argomento: Azione Cattolica

Parole Chiave:estate , ac , jesi , racconto , introduzione , campi ,

 

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