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C come CRISTO, C come CORAGGIO! C come CRISTO, C come CORAGGIO!

Forse non era buia e tempestosa, ma di sicuro era ormai notte inoltrata quando gli educatori dell’Equipe ACR hanno deciso, come accade da alcuni anni, il tema unitario per il camposcuola 2015; nella diocesi di Jesi, infatti, pur organizzando vari campi ACR inter-parrocchiali, la traccia su cui basarsi è comune per tutti e costruita dai membri dell’equipe. Tra numerose idee, storie di cavalieri e cartoni animati, l’ha spuntata una proposta dedicata al coraggio, ispirata ad un camposcuola di una diocesi siciliana. Dopo essersi confrontati proprio con gli educatori siciliani che per primi crearono tale percorso, ha visto la luce C-FACTOR: la C di coraggio ma anche la C di Cristo! Il messaggio scelto era chiaro: partendo dalla frase “Coraggio, sono io!” del brano di Vangelo scelto dall’AC come riferimento per l’anno associativo appena trascorso, i ragazzi sarebbero giunti alla conclusione che “IO SONO CORAGGIO!”. Infatti, se l’uomo è composto per il 90% di acqua, il cristiano è un 100% di coraggio! Credere e essere cristiani nella Chiesa, seppur impegnativo, può essere facile; la difficoltà è farlo ad di fuori dell'ora dell'incontro settimanale. Abbiamo scelto dei temi particolari: dall’essere curiosi, allo sbagliare e chiedere scusa, dall’amare ed essere amati all’essere liberi, dal fidarsi e affidarsi al soffrire, dall’indignarsi per le ingiustizie all’avere cura degli altri; per vivere pienamente tutto questo, è indispensabile il coraggio!

Lasciamo spazio ora ai ragazzi stessi, che meglio di chiunque altro possono raccontarci cosa significhi essere protagonista di un campo ACR e, con semplici parole, sono in grado di emozionarci.

MARTA GABRIELLONI 

GIACOMO GRESTI 

Responsabili diocesani Azione Cattolica dei Ragazzi

 

Sin dall’inizio dell’estate, noi ragazzi dell’ACR di San Marcello e San Francesco di Paola, aspettavamo con ansia l’arrivo del camposcuola, che quest’anno si è svolto dal 19 al 26 luglio a Montelago. Il tema del campeggio era il coraggio. Come una nazione o un’importante squadra sportiva, anche noi avevamo un inno, intitolato “CORAGGIO SONO IO”, sulle note del tormentone dell’estate “El mismo sol”; una delle frasi che più ci hanno colpito del testo era: “Il coraggio non è solo un miraggio ma dentro noi sta”.

Per coinvolgerci ancora di più i nostri educatori hanno inventato una storia che recitavano a puntate: le protagoniste erano le “Bravers”, un trio di cantanti vincitrici del talent-show “C-Factor”. Nella serata finale, il gruppo riceveva un’amara sorpresa: il premio era scomparso! Così le Bravers iniziavano una faticosa ricerca che, tra prove da superare, improbabili personaggi e momenti toccanti, le  avrebbero portate a tirar fuori tutto il loro coraggio ed a scoprire che era proprio quello il loro talento principale!

Le nostre giornate iniziavano molto presto: alle 7:30 tutti in piedi! Dopo la preghiera mattutina, ci aspettava un’abbondante colazione seguita dalle pulizie, tanto odiate quanto inevitabili! Arrivava poi il momento delle attività, durante le quali riflettevamo su interessanti argomenti di attualità che coinvolgevano proprio tutti. Ma per quanto divertenti e interessanti fossero queste, la pausa pranzo era sempre la più attesa. A turno noi ragazzi apparecchiavamo, servivamo e sparecchiavamo, in un costante clima di festa. Dopo aver recuperato le energie durante la siesta, si riprendeva con le attività e con l’oasi, un momento dedicato alla preghiera e alla riflessione. Sul tardo pomeriggio finalmente un po’ di sana competizione: quattro squadre si sfidavano in entusiasmanti giochi inventati dagli educatori! Dopo i tornei e una sostanziosa cena, di nuovo un gioco, spesso organizzato da educatori di altre diocesi, ospiti del nostro camposcuola.

Uno dei momenti più emozionanti della settimana è stata la color-run: non dimenticheremo l’immagine di noi ragazzi avvolti in una nuvola di colori! Un’altra giornata da non dimenticare è stata quella dell’escursione sulla cima del Monte Strega: partiti quasi all’alba per un duro percorso, abbiamo scoperto che “se camminiamo insieme la strada è più breve”, come recita una strofa del nostro inno.

Per noi ragazzi quella del camposcuola è sicuramente un’esperienza magnifica e indimenticabile: oltre al divertimento assicurato, si imparano tantissime cose! È un’ottima occasione per fare nuove amicizie, per crescere e rafforzare il legame con Gesù. È veramente bello vedere che, alla fine del campo, seduti attorno al falò, qualche lacrima riga il volto di noi ragazzi e degli educatori: lacrime di gioia e di nostalgia per una splendida esperienza che finisce ma che resta viva nei nostri ricordi!

ALESSIA LUPINI

MARIA GIULIANI

ARIANNA CAPOMASI

GINEVRA TONTI

ELISA BOLOGNINI

IRENE CASAGRANDE

LUCIA MEDICI

GIORGIA GASPARINI

 

“Di questo campo sicuramente mi rimarrà impresso il ricordo della collaborazione tra noi ragazzi, soprattutto negli ultimi giorni di una settimana magnifica sotto tutti i punti di vista. Ho scoperto che spesso le attività più pesanti  riservano delle grandi soddisfazioni. In poche parole, questo è stato un campo che non dimenticherò!”

RICCARDO MANCINI

 

“Il camposcuola di quest'anno, come pure quelli degli scorsi anni, per me è stato senza dubbio un continuo imparare sotto tutti i punti di vista. Si è parlato di un C-Factor, qualcosa di nascosto e intrigante da scoprire. Nella settimana che abbiamo vissuto insieme ho avuto modo di comprendere quanto grande e bella sia l’esperienza di vivere con la Fede. È stato un viaggio che abbiamo intrapreso uniti, con gioia, supportandoci vicendevolmente. Da questo campo porterò per sempre nel mio cuore quello che ci hanno trasmesso i nostri educatori: nella vita di un cristiano ci vuole coraggio, bisogna lottare sempre, anche quando l’impresa da compiere sembra titanica! Quello che ho imparato da questo camposcuola è che la Fede è il più importante e potente degli alleati: anche se non si vede, la si può sentire! Per questo motivo bisogna crederci, per avere la forza di lottare contro le ingiustizie, contro il dolore e contro tutto ciò che impedisce di vivere la vita nell’amore e nella gioia”.

 

PIETRO CANAFOGLIA

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Pubblicata venerdì 20 novembre 2015

Argomento: Azione Cattolica

Parole Chiave:acr , campo , san marcello , san francesco di paola , racconto ,

 

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