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Il Gusto dell'Educazione Il Gusto dell'Educazione

Non è facile in poche righe sintetizzare una proposta molto coinvolgente come un campo educatori… in cui abbiamo cercato di coniugare due parole magiche: “passione” ed “educazione”. E abbiamo visto quanto queste sono legate l’una all’altra!

È stato molto bello vivere tale esperienza che aveva come tema: “il Gusto dell’Educazione”, per la ricchezza delle proposte ricevute, per il clima sereno vissuto e per l’atmosfera associativa che si è respirata nei giorni dal 18 al 22 agosto presso la casa dei Cappuccini di Cingoli. Vi hanno partecipato circa una cinquantina di educatori delle varie associazioni parrocchiali, “…accompagnati” da alcune famiglie che non hanno voluto perdersi la possibilità di un arricchimento… reciproco.

Insieme abbiamo pregato il Signore , abbiamo accolto riflessioni ricche e approfondite, ci siamo coinvolti in laboratori molto interessanti, ci siamo divertiti e arricchiti con film e spettacolo teatrale dal vivo, abbiamo gustato testimonianze ricche di entusiasmo e di… anni.

Il prof. Francesco Giacchetta (docente all’Ist. Teologico di Ancona) ha dato il via facendoci vedere come la vita quotidiana sia il luogo “più sacro” che ci è dato da vivere. Lo stile sobrio del credente diventa generatore di vita, poiché permette di crescere dentro relazioni libere e responsabili. Ci ha ricordato allora la necessità dell’integrazione della fede con la vita (Gaudium et Spes 43) che anche oggi rende bella e credibile la proposta cristiana. Dentro questo scambio vitale sentiamo e viviamo la gioia dell’educazione come opportunità di restituzione di un dono che ci è stato fatto e che vogliamo offrire alle nuove generazioni. Una passione che ci ha coinvolti, la nostra esperienza di fede, e che ora comunichiamo agli altri.

Nel pomeriggio abbiamo continuato la riflessione attraverso i vari laboratori secondo i vari settori di servizio (ACR, Giovanissimi e Giovani e Adulti). Insieme ai diversi “assistenti” (i sacerdoti che accompagnano l’AC nelle parrocchie) abbiamo condiviso la bellezza e le domande che l’esperienza AC vive nelle nostre comunità, tra cui la centralità della formazione alla fede, la necessaria continuità educativa nei vari passaggi di vita dei ragazzi e dei giovani, il dovere dell’ascolto e di un servizio qualificato della vita dei giovani, la crescita del senso di appartenenza alla comunità cristiana… Dentro questo scambio vitale sentiamo e viviamo la gioia dell’educazione come opportunità di restituzione di un dono che ci è stato fatto e che vogliamo offrire alle nuove generazioni. Una passione che ci ha coinvolti, la nostra esperienza di fede, e che ora comunichiamo agli altri.

La dimensione associativa ci è stata introdotta nella 2a giornata dalla prof. ssa Stefania Sbriscia (Dirigente scolastico) ricca della sua esperienza in Ac anche a livello nazionale negli anni ’90. Come un sub che va in profondità, l’aderente di Ac vive la sua adesione, dentro una storia associativa ricca di quasi 150 anni, come dono, cioè “un presente” per rimanere unito a Gesù e in cammino verso ogni persona nello stile della gioia, che è la porta che nutre il cuore e la mente, ricordando quanto papa Francesco ha detto all’AC il 3 maggio 2014. L’esempio di Maria ci aiuta a passare dall’”io al noi”, per andare all’essenziale nella gratitudine e nell’appartenenza alla chiesa con un servizio paziente e concreto. Le belle testimonianze serali di vari amici, tra cui Siro Borocci, che con i suoi 80 anni finiti ha voluto condividere con noi tutta l’esperienza del campo, di Anna Luconi e di altri amici ci hanno fatto respirare un’associazione che anche qui da noi è ricca di storia, di fede appassionata e di voglia di continuare con forza propositiva.

La fantasia e l’esperienza di Francesco e Fabrizio, animatori del “Creativ”, ci hanno permesso di sperimentare sul campo e su di noi la bellezza e la complessità dell’intervento educativo che deve tener conto di vari elementi, tra cui la gestione del gruppo e delle relazioni tra i ragazzi/giovani, l’intenzionalità educativa con proposte chiare e ricche di entusiasmo sulla vita cristiana…. Attraverso delle modalità attive e dinamiche abbiamo visto come l’educatore è uno che si coinvolge e coinvolge i destinatari in maniera piena, mettendo in gioco tutte le potenzialità di relazione, è attento alle emozioni e ai sentimenti di ciascuno, crea le condizioni perché ciascuno esprima al meglio le proprie capacità. Ci siamo resi conto che sono solo attenzioni pratiche ma poiché il gruppo è uno strumento educativo importantissimo, occorre che esso sia un’esperienza positiva e arricchente per i ragazzi e i giovani. È il luogo iniziale, non certo l’unico, in cui sperimentano la bellezza o meno della vita cristiana. Il compito dell’educatore è far si che esso sia un canale significativo per la crescita globale del ragazzo. Abbiamo concluso la giornata con un coinvolgente spettacolo teatrale in napoletano sulla maschera di Pulcinella. Il confronto con gli attori ci ha permesso di gustare la bellezza della dinamica teatrale.

La mattinata del sabato ci offerto la possibilità di una sintesi con le nostre osservazioni sull’esperienza vissuta e mettere davanti al Signore Gesù, nella celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Gerardo, tutta la nostra gioia, la nostra responsabilità dell’impegno educativo alla vita cristiana dentro l’associazione insieme alle nostre comunità.

Ci auguriamo, quindi, che le proposte e lo stile educativo vissuto in questi giorni, trovino la loro ricaduta nella programmazione educativa di questo periodo e il coinvolgimento appassionato per offrire sempre alle nuove generazioni motivi di vita e di speranza, fondati sulla persona e l’esperienza di Gesù Signore. In cammino.. dunque!!!

 

Don Giovanni Rossi,

assistente unitario AC

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Pubblicata venerdì 20 novembre 2015

Argomento: Azione Cattolica

Parole Chiave:campo , formazione , educatori , riflessione , ac , educazione ,

 

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